giovedì 12 aprile 2018


LA CATHÉDRALE DE MATERA



La cathédrale de Matera doit son nom aux deux protecteurs de la ville la Madonna della Bruna et Sant'Eustachio. Elle a été construite en style roman apulien au 13ème siècle sur le plus haut éperon de la Civita qui divise les deux quartiers Sassi.





La façade principale, qui conserve presque intacte sa forme originale, est caractérisée par la rosace à seize rayons du XVIe siècle surmontée par l'archange Michel et avec deux figures masculines sur les côtés et une autre sur la face inférieure qui fait office d'atlas. La rosace est flanquée de 4 colonnes, tandis que 12 colonnes pendantes descendent du fronton, symbolisant respectivement les 4 évangélistes et les 12 apôtres, soutenus par des télamons. Au centre de la façade se trouve la porte principale, fermée par un arc en plein cintre avec la statue de la Madonna della Bruna dans la lunette. Sur chaque côtés de la porte se trouvent les statues des saints Pierre et Paul, tandis qu'à la fin de la façade se trouvent les statues du dix-septième siècle en haut-relief des saints Eustache et Théopiste.

Sur la façade droite, située sur la Piazza Duomo, il y a deux autres portes, dont la plus caractéristique est la porte postérieure, appelée "porte des lions" pour les deux lions sculptés dans la pierre flanquée qui soutient les colonnes.

À l'arrière gauche se trouve le clocher, contemporain de l'église, de 52 mètres de haut et de quatre étages, dont trois avec des fenêtres à meneaux et le quatrième avec des fenêtres à une seule lumière, surmontées d'une pyramide de la période postérieure.



L'intérieur a une croix latine à trois nefs divisée par des arcs en plein cintre. Il a subi de nombreux changements dans la période baroque avec l'ajout de stuc et de décorations.

Il est également riche en importantes œuvres sculpturales et picturales parmi lesquelles se trouve une précieuse fresque byzantine datant de 1270 de la Madonna della Bruna avec la bénédiction de l’Enfant avec deux doigts située sur l'autel de la première travée de la nef gauche. À la fin de la nef se trouve la chapelle où est situé le lit de pierre réalisé par le sculpteur Altobello Persio qui rappelle différents éléments de la ville de Matera.

Ces dernières années, la cathédrale a été affectée par d'importants travaux de restauration coordonnés et dirigés par la Surintendance pour le patrimoine architectural et le paysage de la Basilicate.
UN PIATTO TIPICO DELLA CUCINA MATERANA:
LA CIALLEDDA


La Cialledda è il simbolo della cucina povera e contadina, un esempio classico della capacità delle vecchie generazioni di fare di necessità virtù. L’ingrediente principale è il saporitissimo pane di Matera preparato con farina di grano duro che viene abbinato  a ciò che di volta in volta offriva l’orto.

Esistono due versioni: la “cialledda fredda” che veniva preparata a colazione e aiutava i braccianti lucani ad iniziare al meglio la giornata di lavoro sui campi e la “cialledda calda” che era invece generalmente un piatto cucinato a cena nel periodo invernale.

CIALLEDDA FREDDA



Per preparare la “cialledda fredda” prendere il pane, spezzettarlo in grossi pezzi, metterlo a bagno qualche minuto in acqua fredda e posizionarlo infine in un piatto fondo. Aggiungere pomodorini lavati e tagliati in quattro parti, olive, cipolle tagliate sottili e altre verdure di stagione a piacere. Infine aggiungere l’olio extravergine d’oliva, sale, pepe, origano e degustare.



CIALLEDDA CALDA




Per preparare la “cialledda calda” prendere il pane, spezzettarlo in grossi pezzi e posizionarlo in un piatto fondo. Nel frattempo far bollire in una grossa pentola delle cime di rapa dopo averle accuratamente lavate. A parte, in una padella far dorare aglio e peperoncino in olio extravergine d’oliva e aggiungere pomodorini lavati e tagliati in quattro parti, dopodiché, versare le rape bollite, olive e altre verdure a piacere aggiungere un poco d’acqua di cottura delle rape. Per arricchire ulteriormente la pietanza si può aggiungere un uovo che, dopo qualche minuto di bollore, comincerà a rapprendersi, diventando parzialmente solido ma con il tuorlo ancora liquido, tipo uovo in camicia. Al termine adagiare il tutto sui pezzi di pane precedentemente preparati e degustare.


LA CHIESA DELLA MADONNA DELL'IDRIS


La Chiesa della Madonna dell’Idris è uno dei più importanti esempi di Chiesa rupestre che sono l’espressione tipica e quasi esclusiva dell’architettura religiosa della città di Matera.

Le Chiese rupestri del territorio di Matera sono edifici religiosi risalenti principalmente all'Alto Medioevo scavati interamente nella roccia. Sono un'importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini anche se molte, nel corso del tempo, hanno subito diverse trasformazioni d'uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali.




La caratteristica principale di queste Chiese è quella di essere costituite dai consueti elementi delle tradizionali Chiese di epoca alto medievale (le navate, le cappelle, l’abside ….) ma realizzati in negativo cioè interamente scavati nella roccia. Le Chiese rupestri, inoltre, contengono spesso affreschi ed elementi scultorei, che, oltre alla funzione decorativa, inducevano alla contemplazione e alla preghiera.

La Chiesa rupestre di Santa Maria di Idris fu costruita tra il XIV ed il XV secolo sul Monterrone, un caratteristico  sperone roccioso di origine calcarea che domina il Sasso Caveoso. Essa presenta una pianta irregolare, composta da una parte scavata nella roccia ed un’altra costruita. La facciata, realizzata in tufo nel XV secolo, fu rifatta a seguito di un crollo avvenuto nel Quattrocento. Accanto alla facciata è presente un piccolo campanile a vela.

L’interno della Chiesa è completamente diverso rispetto alla struttura originaria per via dei continui restauri che si sono susseguiti nei secoli che hanno preservato le numerose opere come affreschi, dipinti, sculture e altari di rilevante valore storico e artistico.

La Chiesa è collegata, tramite un cunicolo posto a sinistra dell’altare, alla cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone dove sono presenti altri pregevoli affreschi risalenti al periodo bizantino.



La croce collocata in cima allo sperone roccioso, alta quattro metri e completamente in ferro  è stata realizzata dal maestro Cosimo Losito nel 1937 come segno di devozione ed in ricordo delle Missioni Paoline del 1937.
LA CATTEDRALE


La Cattedrale di Matera è intitolata alla Madonna della Bruna e a Sant’Eustacchio protettori della città. Essa è stata costruita in stile Romanico pugliese nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due quartieri Sassi.



La facciata principale, che conserva quasi intatta la sua forma originaria, è dcaratterizzata dal rosone a sedici raggi, sormontato dall'arcangelo Michele e con due figure maschili ai lati ed un'altra in basso che funge da atlante. Il rosone è affiancato da 4 colonnine, mentre dal frontone scendono altre 12 colonnine pensili, simboleggianti rispettivamente i 4 evangelisti ed i 12 apostoli, sostenute da telamoni. Al centro della facciata vi è la porta maggiore, chiusa da un arco a tutto sesto con la statua della Madonna della Bruna nella lunetta. Ai lati della porta vi sono le statue dei santi Pietro e Paolo, mentre alle estremità della facciata quelle seicentesche in altorilievo dei santi Eustachio e Teopista.

Nella facciata destra, posta su piazza Duomo, vi sono altre due porte, delle quali la più caratteristica è quella posteriore, detta "porta dei leoni" per i due leoni scolpiti nella pietra che la fiancheggiano accovacciati reggendo le colonne.



Sul lato posteriore sinistro vi è il campanile, coevo alla chiesa, alto 52 metri ed a quattro piani, di cui tre con bifore ed il quarto con monofore, sormontato da una piramide di epoca posteriore.

L'interno è a croce latina con tre navate divise tra loro da arcate a tutto sesto. Esso ha subito numerosi rimaneggiamenti in epoca barocca con l'aggiunta di stucchi e decorazioni.



Inoltre esso è ricco di opere scultoree e pittoriche di rilievo tra le quali è pregevole  un affresco bizantino risalente al 1270 della Madonna della Bruna con il Bambino benedicente con due dita ubicato sull'altare della prima campata della navata sinistra. In fondo alla navata c'è la cappella dove è situato il presepe in pietra realizzato dallo scultore Altobello Persio che richiama diversi elementi propri della città di Matera.

Negli ultimi anni la Cattedrale è stata interessata da importanti lavori di restauro coordinati e diretti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata.